Chi si accontenta gode…così così!

Una quota su cui ci si accontenta diventa un problema nel momento in cui si piazza e risulta vincente!

Probabilmente starai pensando che sono impazzito, ma sono sicuro che continuando a leggere capirai benissimo cosa intendo.

Poniamo che, per motivi che non toccherò in questo articolo, la tua strategia preveda una quota minima di 2,00 per ogni singola bet.
Poniamo anche che trovi questa quota per un esito che rientra perfettamente nel tuo modello di value bet ma che, sempre per strategia e/o per motivi di liquidità sul tuo book (se fai investimenti ad alto stake) non puoi accenderla immediatamente, ma soltanto il giorno prima del match.

Quando è tutto ok per il click, purtroppo vedi che la quota è scesa fino a 1,85.
Non la tocchi, sperando in un rialzo, ma poco prima del fischio d’inizio c’è un ulteriore crollo fino a 1,70.
A questo punto non entri e non ti potranno aiutare nemmeno i primi minuti live, perché quella quota non risalirà presto fino a 2,00.

Molli e alla fine accusi come una beffa il fatto che quell’esito si sia realizzato!

Ora l’errore più comune, in questi casi, è quello di pensare: “Sono stato un pirla a non entrare a 1,85! Per non essermi accontentato ho buttato all’aria una vincita!”.
E qui “casca l’asino”!

Questo ragionamento sarebbe valido solo in presenza di due fattori:
1) a priori sei sicuro al 100% della riuscita di un determinato esito
2) quella bet è totalmente decontestualizzata da tutte le altre
In poche parole dovresti rispondere “SI” alla domanda “Se una partita del genere si giocasse 100 volte, si verificherebbe il mio prono tutte e 100 le volte?”
Se la risposta fosse per assurdo “SI”…beh avresti potuto piazzare anche a 1,70 o 1,50, perché no?

La realtà è un’altra: qualsiasi persona ragionevole che segue il calcio, sa che non esiste partita QUOTATA che avrà un esito sicuro al 100%.

Detto ciò, possiamo tornare al caso specifico e alla mia bizzarra dichiarazione iniziale, che spiego di seguito.
Perdere puntando a 2,00 o a 1,85 non fa alcuna differenza.
Vincere accontentandosi di 1,85 quando la propria strategia prevede 2,00 come quota minima è pericolosissimo!
E’ pericoloso perché ti invoglierà a farlo ancora e ancora e ancora.
E inizierai anche a perdere. Vincerai e perderai.
E alla fine ti accorgerai che questa è e rimane un’attività sulla quale, con l’abilità e la disciplina, si può speculare solo su piccole differenze percentuali.

Arriviamo all’esempio numerico lampante:
Se concluderai la tua stagione bettistica con il 52% di win rate (52% di singole vincenti):
– sarai in perdita se la tua quota media sarà stata 1,85
– avrai guadagnato se la tua quota media sarà stata 2,00
Semplicemente perché 1,85 richiede un 54% per fare pari, mentre 2,00 richiede 50% per fare pari.

La lezione  di questo articolo si può riassumere in due frasi:
– una rosicata di oggi può rappresentare la felicità alla fine del percorso
– chi si accontenta gode…così così! (cit.)

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Luca Tedeschi

Betting and Sport Trading Coach

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